Bikeplan Versilia – il report dell’incontro a Seravezza

Bikeplan Versilia – il report dell’incontro a Seravezza

Il 23 gennaio c’è stato un incontro presso le Scuderie a Seravezza con vari addetti ai lavori per discutere del piano della ciclabilità versiliese (BikePlan). Erano presenti i rappresentanti delle varie amministrazioni della zona più uno della Regione per cominciare a confrontarsi in merito, in vista anche dei finanziamenti regionali.

La sottoscritta (Chiara Guarascio) era presente in veste di vicepresidente dell’Associazione BiciAmici Viareggio FIAB, e con me c’erano anche altri quattro membri dell’Associazione: Enrico Santambrogio, Diego Bianchini, Alessandro Fontana e Annamaria Pacilio.

Dalla riunione sono emersi alcuni punti che vado a riassumere: la Versilia è ormai concepita come un’unità territoriale di pianificazione strategica, tanto è vero che è stata istituita l’Unione dei Comuni. Da notare che all’ultimo consiglio hanno partecipato tutti i Comuni tranne Viareggio… Sorvoliamo.

Ora, al momento le singole amministrazioni hanno presentato dei progetti per ottenere dei fondi europei relativi ai piani di mobilità, ma è evidente a tutti che l’unione fa la forza, quindi è indispensabile agire di concerto invece che parcellizzare le energie.

Quindi, anche grazie al supporto di alcuni referenti tecnici, è stato sviluppato il Piano di mobilità della Versilia. La Regione Toscana al momento sta facendo un censimento della situazione attuale, anche in vista di un futuro piano delle piste ciclabili che verranno sviluppate su tutto il territorio regionale: la Due Mari (che collegherebbe Adriatico e Tirreno), la Tirrenica, la Francigena (che però ha finanziamenti a parte) e altre due o tre. Quello che preme sottolineare è che i bandi regionali scadono a fine gennaio, quindi serve subito un documento pronto per presentarsi e acquisire punteggio sul bando. Per chi fosse interessato a visionare i bandi in questione, esiste la Newsletter “Unione 20-20”, reperibile cliccando qui

Per quanto riguarda nello specifico il Bike Plan Versilia, come progetti da parte dei Comuni nel triennale c’è solo quello di Lido di Camaiore che comprenderebbe Viale Kennedy e via del Secco. E a Viareggio? Niente. In effetti ci sarebbe una voce nel bilancio, ma non si sa nemmeno se il Comune è interessato a partecipare al bando. L’unica cosa certa è che ci vorrebbero nuovi tratti di collegamento tra le piste ciclabili esistenti, quindi capire se sia possibile o meno attuare questi collegamenti con i nuovi finanziamenti.

Il progetto regionale: la Legge 27 ha dato un nuovo slancio alla mobilità ciclistica, che è la terza componente della mobilità. È stato emesso l’anno scorso un bando riservato alle associazioni ambientaliste per assumersi l’incarico di definire un eventuale percorso della ciclopista Tirrenica, che collegherebbe il Lazio alla Liguria. Legambiente ha effettuato una ricognizione sullo stato della ciclabilità nei Comuni della Toscana, FIAB ha individuato il percorso ideale per la Due Mari: dalla costa grossetana a Marche-Emilia Romagna, che verrebbe integrato alla Ciclopista del Sole.

Un dato che è emerso è che nonostante l’incentivazione degli spostamenti sostenibili in nessun Comune di quelli censiti si raggiunge il 10% dell’utilizzo della bicicletta.

Ma alla fine, l’obiettivo qual è? Quello di far sì che la gente sia invogliata a utilizzare di più la bicicletta, e questo indipendentemente dalla realizzazione di nuove piste ciclabili. Tanto è vero che da recenti sondaggi il 50% dei toscani usa la bicicletta, ma solo il 20% sfrutta le piste ciclabili, anche perché non sono fatte molto bene: spesso sono a spezzoni e mancano i collegamenti.

Ciò che è fondamentale al momento è l’attuazione di un’analisi dei costi al fine di evitare gli sprechi e di mettere in pratica interventi in intermodalità, ad esempio facendo sì che anche le stazioni ferroviarie diventino snodi di accoglienza per chi si sposta in bicicletta, per favorirne l’utilizzo anche negli spostamenti tra città e città e per i pendolari, che hanno il diritto di lasciare il proprio mezzo in una zona sicura e attrezzata.

Si è parlato anche di Zone 30, una validissima alternativa quando per questioni economiche e di spazio non sia possibile realizzare una rete di piste ciclabili nell’ambito urbano. Non è comunque una semplice questione di segnaletica, ci sono molti altri accorgimenti da mettere in pratica per fare rispettare i limiti. È fuori dubbio, comunque, che un piano di mobilità ciclistica debba essere organico e considerare più fattori.

Il turismo è un’altra voce importante: in bicicletta non ci vanno solo le persone che hanno l’esigenza quotidiana di spostarsi in modo pratico ed economico, ma anche chi è in vacanza. Si parla infatti di “mobilità ricreativa”, particolarmente favorita dalla conformazione di alcune città dotate di un reticolo di strade secondarie a basso traffico.

Ora: nei già menzionati bandi come prima cosa vengono sottolineati gli interventi di mobilità urbana, e solo in secondo piano ci sono le grandi ciclopiste che collegano ampi settori di territorio anche a livello interregionale: comunque sono menzionate.

Fatto sta che c’è la necessità di stabilire dei piani integrati tra i diversi Comuni.

Bikeplan versilia

La proposta comunque è quella di stanziare 200 milioni di euro per la mobilità ciclistica in Toscana, con l’obiettivo futuro di realizzare anche delle “superstrade ciclistiche” su cui si possa viaggiare a velocità di 18-20 km/h. Quello che conta quindi è l’individuazione degli interventi essenziali e strategici che la regione Toscana dovrebbe finanziare al 100%.

Come BiciAmici abbiamo illustrato i risultati del sondaggio “A Ruota Libera” lanciato dal nostro sito, e che ha rivelato l’effettivo desiderio da parte della popolazione di Viareggio di spostarsi con più frequenza in bicicletta; desiderio ostacolato da una percezione di scarsa sicurezza della rete viabile anche a causa dell’eccessivo traffico, e anche dal problema dei furti. Le persone auspicano la possibilità di portare i figli a scuola in bicicletta, ma di fatto ci sono grossi problemi, viste oltretutto le difficoltà di collegamento tra il centro e le periferie.

Il gruppo dell’Architetto Ceragioli ha illustrato il proprio progetto Versilia BikePlan, mostrando prima la mappa della situazione attuale (decisamente frammentaria), e poi la prospettiva della creazione di una vera e propria rete ciclabile che copra tutto il territorio, collegando i singoli distretti urbani (quindi le periferie al centro), ma anche i diversi Comuni tra loro senza soluzione di continuità. Per poter realizzare tutto questo sarebbero necessari interventi di riqualificazione e modifica dell’attuale rete viabile. In alcuni tratti sarebbe necessario riposizionare gli stalli dei parcheggi destinati alle auto; in altri bisognerebbe intervenire sull’intera sede stradale, ma l’impatto sarebbe comunque positivo. Costo totale: circa 30 milioni di euro, equivalente a un chilometro di autostrada.

C’è stato anche un intervento relativo alla pianificazione e ai finanziamenti necessari per la creazione della rete ciclabile, che devono tenere conto del numero attuale di ciclisti e di quello che si verrebbe a creare favorendo la loro esistenza; della conformazione del territorio; delle infrastrutture e dei servizi.

Alla fine è stato stabilito che è necessario interpellare le varie associazioni, ma non limitandosi a quelle ambientaliste.

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