C’Entro In Bici (se le auto mi fanno passare)

C’Entro In Bici (se le auto mi fanno passare)

C’Entro In Bici è il sistema di bikesharing (condivisione biciclette) adottato dal Comune di Viareggio dal 2007 ed è gestito da Mo.Ver spa: si avvale di 96 biciclette arancioni con cestino nero, collocate nei pressi dei parcheggi scambiatori della città ed alla stazione ferroviaria.

In quel periodo a Viareggio fu introdotta la sosta a pagamento con lo scopo di disincentivare l’ingresso delle auto nel centro cittadino: le bici ed alcune navette dovevano servire a collegare i parcheggi ai luoghi d’interesse della città.

Nel tempo, poi, le cose sono cambiate: con l’intento di accattivarsi gli elettori scontenti, gli amministratori hanno rivisto parecchi aspetti del progetto originale e sono stati concessi abbonamenti vantaggiosi per non residenti, è stato soppresso il servizio navette (reputato svantaggioso), non si è attivato un controllo sulle prime e seconde case e quindi sulle effettive residenze.

Le amministrazioni inoltre non hanno preso in considerazione la promozione di una mobilità alternativa presso i propri dipendenti, o quelli di altre attività come le poste o le banche, tantomeno hanno fatto con le scuole. Oggi si concedono abbonamenti agevolati per gli studenti che vanno in biblioteca a studiare mentre, altrove, si offre la colazione a chi sceglie la bici.

L’idea di avere un centro cittadino più vivibile, più sicuro, più salutare è evaporata, lasciando intravedere una mera operazione imprenditoriale svantaggiosa -sotto tutti gli aspetti- per la cittadinanza.

Viareggio si ritrova dunque così: con i parcheggi scambiatori solo parzialmente utilizzati, comunque piena di auto spesso in cerca di un miracoloso posto, senza un serio piano per il trasporto e consegna merci nel centro cittadino, con una rete ciclabile incompleta e lacunosa. In compenso è stato istituito un abbonamento anche per le prime auto dei residenti e l’Amministrazione è legata da un contratto decennale con Mo.Ver che di fatto rende difficoltosa qualsiasi decisione in merito ad un piano della mobilità urbana…

Una cosa resiste: il Bike Sharing, proprio così come nacque nel lontano 2007.

Questo slideshow richiede JavaScript.


Per usufruire della bicicletta condivisa, a Viareggio, l’utente deve recarsi presso l’Ufficio del Cittadino (in centro città) e, mediante deposito di cauzione e presentazione dei documenti di identità, può ritirare la chiave per sbloccare la bici.
I mezzi si recuperano dalle rastrelliere presenti sul territorio (non esiste una mappa ufficiale del servizio ma ne abbiamo fatta una noi), la chiave, che riporta un codice univoco riconducibile all’utilizzatore, rimane nella rastrelliera e la bici si sgancia. L’uso del mezzo è gratuito e la bici deve essere riconsegnata nella stessa rastrelliera da cui è stata prelevata. Così il mezzo rimane spesso, per lungo tempo, inutilizzato; probabilmente legato al palo di fronte all’ufficio di chi, per primo, ne ha preso possesso e di fatto viene meno il concetto di condivisione. 

Il servizio poteva essere perfetto per il 2007 (anche se forse 96 biciclette erano poche) ma adesso comincia a presentare i suoi limiti. Per rendercene conto basta affacciarsi ad una realtà dove il bikesharing sembra proprio funzionare. Non parlo di Parigi ma di Pisa non lontano da noi…

ciclopi 2014-02-26 a 14.19.06

Il servizio pisano si chiama Ciclopi  e nasce per rispondere alle esigenze di spostamento di tutti: turisti, pendolari, studenti e residenti. Le biciclette appaiono comode e sicure ed anche queste hanno un cestino.

Innanzitutto Ciclopi non è un servizio totalmente gratuito, per accedervi è infatti necessario abbonarsi. Sono previste diverse formule che vanno dall’annuale (35€) al giornaliero (5€), la richiesta va presentata all’ufficio dedicato oppure si richiede e si paga online direttamente dal sito (bilingue) e la tessera arriverà comodamente via posta.

Una volta ottenuta la tessera basta recarsi in una Ciclostazione (14 in tutto), appoggiare la tessera sul colonnino, aspettare lo sgancio della bici  e pedalare. L’uso per la prima mezz’ora è gratuito (2° 1/2h 0,90€ – 3° 1/2h 1,50€ – 4° 1/2h 2€) incentivando in questo modo gli spostamenti brevi e la condivisione. La bici può essere poi riconsegnata presso qualsiasi ciclostazione con posti liberi e per questo è disponibile sul sito una mappa delle ubicazioni con le informazioni su posti e bici disponibili aggiornate in tempo reale.

Schermata 2014-02-26 a 15.14.11

In questo modo il bikesharing si rivela essere un vero e proprio mezzo pubblico che collega aereoporto, centro cittadino, zona universitaria, ospedale. La bicicletta recupera la propria dignità sganciandosi da una interpretazione che la vedeva al servizio dell’automobilista per percorrere solo l’ultimo chilometro e mezzo (come accade a Viareggio).

Facciamo, quindi, i nostri complimenti all’Ufficio Biciclette di Pisa che ha saputo attivare un servizio al passo con i tempi con una raccomandazione però: bisogna migliorare il collegamento ciclabile fra le varie stazioni che risulta ancora imperfetto.

Per quanto riguarda Viareggio e, magari, l’intera Versilia ci auguriamo che l’esempio dei nostri vicini di casa serva a dimostrare che Parigi non è così lontana come sembra.

Collegamenti ed approfondimenti:

Lascia un commento se vuoi