Cicloreport 6-11-13

Cicloreport 6-11-13

A breve distanza dal precedente, dopo qualche invito a muoverci verso Torre del Lago, siamo andati a fotografare alcuni problemi della ciclabilità per un nuovo report.


1) Ciclabile Viale dei Tigli: il primo problema che riscontriamo è l’impossibilità di imboccare la ciclabile in sicurezza proveniendo sia da via Oberdan che da via Virgilio; sempre che si riesca ad individuare l’ingresso che, infatti, non risulta segnalato.

Dopo un primo tratto in pineta (altrimenti si sacrificavano i parcheggi dei chioschi) ci si ritrova a fianco del Viale dei Tigli dove notiamo che l’illuminazione per la notte punta sulla sede riservata agli automezzi mentre la sede ciclabile è schermata dalle fronde degli alberi.

Procedendo in direzione Torre del Lago la ciclabile s’interrompe all’altezza di Villa Borbone, per circa 30 metri, lasciando lo spazio al parcheggio delle auto (le norme a Viareggio, si sa, sono solo suggerimenti)


2) Ciclabile Viale Kennedy: le ciclabili (una su ogni lato della strada) sono state sgomberate dai pini caduti e le palizzate in legno sono state recuperate. Le note dolenti arrivano quando si giunge alla rotonda nei pressi della spiaggia: di fronte ai negozi le auto utilizzano la ciclabile come parcheggio (e se lo fanno d’inverno immaginatevi d’estate) infine la ciclabile evapora dentro la rotonda (che sarebbe abbastanza grande da contenerla). Notevole l’utilizzo a sproposito dei cartelli perché non si sa cosa vogliano dire.


3) Sottopasso Torre del Lago: evidentemente progettato per punire gli abitanti della frazione per le loro ataviche colpe; se fa impressione percorrerlo in auto figuriamoci in bici, aggiungiamo la pioggia e si rasenta il suicidio. C’è un passaggio pedonale che si può usare con le bici rigorosamente a mano (ma pochi ciclisti scendono); anche le bici a mano disturbano perchè occupano il doppio dello spazio richiesto per il passaggio dei pedoni. Complimenti.


4) Cavalcavia Torre del Lago: una ciclabile inespugnabile! provenendo dal mare verso monti non c’è modo di intuire come entrarvi e si rischia la multa (quando c’è una ciclabile le bici HANNO L’OBBLIGO DI IMPEGNARLA); niente paura, vi sveliamo il trucco: prima di salire il cavalca-ferrovia bisogna girare a destra, solo arrivando in via della Guidicciona Ovest è possibile entrare.

Sull’altro versante è da notare come le zebre per l’attraversamento pedonale nei pressi della rotonda conducano i pedoni in mezzo alla ciclabile abbandonandoli alla mercè dei ciclisti con i freni consumati. Coerentemente con l’altro versante questa pista porta i ciclsti nella via della Guidicciona Est.


5) Ciclabile Via Aurelia (Zona Cotone): nessuno sa di preciso come sia nato il progetto… Conosciamo persone che giurano di averla vista spostarsi da un lato all’altro della strada. Quando siamo andati l’abbiamo trovata un po’ di qui ed un po’ di là. Nasce in una rotonda e muore in un’altra. La consigliamo soltanto a chi è fatalista perché per un lungo tratto fiancheggia le mura dei parcheggi di svariate attività commerciali ed artigianali: le auto attraversano la ciclabile senza modo di scorgere se arriva qualcuno. Degno di nota il semaforo per l’attraversamento mai entrato in funzione.


6) Cavalca-ferrovia via Della Foce: qui non ci sono ciclabili. Non c’è veramente niente che possa invogliare chi abita nei quartieri Varignano e Terminetto ad usare la bici per recarsi in centro. Una città divisa. Se questo è essere “bike friendly”…


Per adesso è tutto.

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