Ciclopedonale viale Cadorna

Viale Cadorna Viareggio

Ciclopedonale viale Cadorna

Lunghezza: 540m circa

Fondo: Asfalto

Descrizione: La ciclopedonale attraversa la pineta ponente a nord di via Marco Polo. La strada è dritta e pressoché pianeggiante.

Note: Lungo questa strada sono presenti lampioni e panchine in legno dove, durante l’estate, si ritrovano le persone anziane a chiaccherare al fresco di lecci e tigli.

Dona il piacere di pedalare in un bosco con la comodità di un percorso urbano.

Pedalare in questa strada d’estate è veramente un piacere rinfrescante e come accade sempre la natura sa regalare profumi, colori e sensazioni durante tutto l’arco dell’anno.

 

 

Alcune foto:

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2 pensieri riguardo “Ciclopedonale viale Cadorna

  1. Le piste ciclabili che si trovano in città sono veramente pericolose, tanto che conviene più pedalare sulla strada che rischiare di cadere o investire qualche pedone disattento . Le piste nelle pinete ci sono sempre state ed oggi si chiamano ciclabili solo per l’aggiunta di qualche raro cartello. Credo che l’unione Europea abbia influito molto a questa iniziativa che, con pochissima spesa, il comune di Viareggio, come molti altri, ha portato a “fine” malamente. Non si possono chiamare ciclabili i tratti in cui i ciclisti sono costretti costantemente a scendere trovando la pista occupata o pericolosa. Non si fanno piste solo per ricevere sovvenzioni, non si fanno piste solo per 200 o 300 metri per poi fermarsi nel nulla o trovarsi in un traffico pericoloso (vedi la pista tra la via Comparini e il passaggio a livello del Varignano) Solo per informazione, (ma sicuramente lo sapete) a Bozzano. hanno fatto una pista ciclabile su una strada a basso traffico che inizia al suo inizio (della strada naturalmente) e finisce dopo circa 200 metri ! Magia delle sovvenzioni Europee….. E’ veramente vergognoso prendere in giro così i cittadini. Mi piace la bicicletta, e le vacanze che amo di più da qualche anno sono quelle con le due ruote, ma all’estero naturalmente, dove, in molti paesi abbiamo molto da imparare in fatto di piste ciclabili . Nel 2000 feci venire 40 amici di bicicletta organizzando con mio marito e una coppia di amici una pedalata da Viareggio a Lucca e ritorno. Essendo cicloamatori conoscevamo molte strade a basso traffico e fù veramente bello condividere le nostre bellezze paesaggistiche. Mi hanno chiesto di tornare a pedalare in questi posti. Vorrei far conoscere loro la nuova ciclabile G. Puccini, che unendo i vari percorsi porta fino a Lucca,però vorrei poterla prima conoscere e provare, mi potete aiutare? Se farete un uscita che comprenda questo percorso mi potete avvisare? Scusate lo sfogo e grazie
    Rosalba Buonaccorsi Perissi

  2. Salve,

    Una cosa è certa, L’Italia si trova in una posizione arretrata rispetto ad altre nazioni europee, e sicuramente in passato si sono fatti interventi mal studiati e, a volte, fine a se stessi (ancora se ne fanno e se ne faranno, temo). Non voglio pensare però che l’unico intento fosse quello di mangiare sulle sovvenzioni, credo che spesso ci fossero buone intenzioni alla base anche di errori anche grossolani. A mio avviso ciò è dovuto alla mancanza di una cultura della ciclabilità, al dilagare di un pensiero che ha visto auto e petrolio al centro delle attività quotidiane a discapito di tutto il resto. Adesso in molti vedono i frutti delle scelte passate, aria irrespirabile, rumore di fondo fastidioso, auto ovunque, città degradate. Non è soltanto la crisi a determinare un aumento dei ciclisti ma finalmente si è risvegliata una coscienza negli Italiani sopita da tempo e siamo anche cresciuti.

    Questo è uno dei motivi per cui sono nate associazioni come Biciamici e federazioni come FIAB con l’intento di promuovere la Cultura della bicicletta, per dare voce a chi sceglie la bici in alternativa all’auto (soprattutto per gli spostamenti urbani) per migliorare la ciclabilità del territorio.

    Riguardo viale Capponi, viale Cadorna, ma anche via Fratti nel tratto fra Municipio e via Vespucci, dove pedoni e ciclisti condividono gli spazi ho l’idea che Viareggio si trovi (più o meno consapevolmente) al pari di tante città europee, dove nei centro città si stanno abbandonando le piste ciclabili a favore di strade condivise fra pedoni e ciclisti dove è l’auto ad essere l’ospite tollerato.
    Certo è che per una condivisone degli spazi serve maggior coscienza da entrambe le categorie (ma sono davvero categorie?), maggior rispetto, maggiore educazione. Questa però è una sfida di civiltà a cui Viareggio non si può sottrarre. Cerchiamo di non fare un passo indietro laddove siamo all’avanguardia!

    PS per quanto riguarada le pedalate Le ho inviato una mail con i riferimenti del gruppo di soci che si occupano di questo lato dell’associazione; non esiti a contattarli, saranno felici di accoglierla in Biciamici e ascoltare le Sue proposte.

    Buone pedalate
    Mario Andreozzi

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