Multe ai ciclisti, la città non sembra gradire

Multe ai ciclisti, la città non sembra gradire

Multe ai ciclisti!

A Parma 205 incidenti nel 2013 di questi 3 mortali e 188 con feriti. Questi sono i dati che hanno portato l’Amministrazione Comunale a chiedere alla Polizia Municipale un giro di vite contro i ciclisti indisciplinati.

L’amministrazione ha pensato infatti che la causa degli incidenti, che solitamente vedono i ciclisti avere la peggio, siano i ciclisti stessi con il loro comportamento poco ligio alle regole piuttosto che il mancato rispetto di distanze di sicurezza e limiti di velocità delle auto in circolazione. Non conosciamo così bene Modena per poter giudicare ma dobbiamo spesso constatare che le ciclabili sono progettate male, non tengono conto delle esigenze dei ciclisti, non rispettano le dimensioni minime e mancano le previsioni sul traffico che dovranno sopportare. Le intersezioni, le immissioni in rotatoria, gli attraversamenti sono poi i punti critici della rete ciclabile che spesso vengono sottovalutati e trascurati: abbandonano il ciclista nel punto più pericoloso, cambiano forma nel tempo mano mano che vengono ridipinti, sono mal segnalati. Insomma, ci son casi in cui, per un ciclista, seguire le regole è pericoloso, soprattutto se queste vengono fatte solo da chi la bici non la inforca mai. Si tratta di sopravvivenza.

Andare a multare il ciclista che non usa la ciclabile non serve perciò a migliorare questa situazione. Di qualche giorno fa la notizia di una signora che ha vinto il ricorso contro una multa ricevuta perché non pedalava sulla ciclabile (Articolo su La Stampa) dimostrando che pedalare sulla ciclabile non era possibile perché mancavano le immissioni. Questo raro episodio (il ricorso costa quanto la multa) evidenzia come le ciclabili siano spesso pensate nell’ottica della pedalata domenicale e poco funzionali ad una mobilità urbana alternativa.

Purtroppo c’era d’aspettarselo, con la diffusione della bicicletta come mezzo per gli spostamenti urbani le infrastrutture avrebbero mostrato tutti i loro limiti. Progettisti, amministratori e governanti non riescono a stare al passo con l’evolvere della rivoluzione dolce e che ci sia un “gap” da colmare lo vediamo anche dal recente episodio del “senso unico eccetto bici”: stralciato dalla Legge Delega per la riforma del Codice della Strada a causa di un parere dei tecnici ministeriali che riescono, senza prendere in considerazione i dati, a contraddire se stessi nel giro di poco tempo. (vedi articolo)

senso unico eccetto bici 6
Senso unico eccetto bici già in funzione in Italia

A Parma una Task Force dei Vigili Urbani si è quindi dedicata a multare i ciclisti indisciplinati. Il regolare operare della Polizia Municipale non dovrebbe far notizia e ci piacerebbe sentire dire più spesso che si attivano “Task Force” per analizzare e risolvere le criticità della rete ciclabile.

Curiosità: un sondaggio su “La Gazzetta di Parma” chiede:

Multe ai ciclisti indisciplinati. Sei d’accordo?

Hanno risposto NO il 54% dei votanti.

Forse c’è speranza.

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risultati sondaggio online de “La gazzetta di Perma”

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