Parcheggi condivisi per bici ed auto

Parcheggi condivisi per bici ed auto

Ho scovato questo articolo di  pubblicato su Cycling Embassy Of Denmark e ho trovato interessante questa idea di condivisione degli spazi attuabile anche in Italia.

Abbiamo più volte parlato di condivisione della strada ed in particolare della zona 30. Questa volta scopriamo come si possano condividere anche i parcheggi.


Automobili e biciclette posso condividere lo stesso spazio? In città dove lo spazio scarseggia dobbiamo pensare fuori dagli schemi per ottimizzare il suo utilizzo. Quando si tratta di Copenhagen, dove i ciclisti sono in numero inimmaginabile, il problema dell’uso del suolo pubblico riguarda tanto le auto quanto le bici.

Copenhagen, come tante altre città danesi, attua politiche di conversione di parcheggi auto in parcheggi per bici. Questa soluzione limita sicuramente il numero di posti auto e questo di per sé non è un fatto negativo. Dove però lo spazio è veramente poco e non è possibile compiere una scelta fra auto e bici si deve pensare fuori dagli schemi e trovare soluzioni ibride. Così facendo la città di Copenhagen ha sviluppato il concetto di parcheggio flessibile.

Come utilizzare lo stesso spazio due volte:

Prima di tutto perché il parcheggio flessibile funzioni è necessario che i due gruppi di utenza (ciclisti ed automobilisti) abbiano bisogno dello spazio in momenti differenti.

Prendiamo, per esempio, la scuola superiore Ingrid Jespersen di Copenhagen, che è stata un banco di prova del parcheggio flessibile. Come per altri istituti scolastici, molte persone vi si recano in bicicletta generando la necessità di parcheggi per bici per tutto il tempo che studenti passano in classe. Questa scuola è in una zona residenziale con molti proprietari di auto e la sera, al rientro dei residenti dal lavoro, aumenta la necessità di parcheggi per le auto. Proprio grazie alla combinazione della necessità di parcheggi in diverse fasce orarie è stato possibile utilizzare lo stesso suolo due volte.

Parcheggio flessibile
Stato prima del parcheggio flessibile.

Come funziona il “parcheggio flessibile”?

L’asfalto dedicato al parcheggio di auto è stato dipinto con il logo “flex parking” e sono stati installati cartelli che indicano le fasce orarie e chi può utilizzare il parcheggio. Le biciclette possono essere parcheggiate dalle 7 alle 17, mentre le auto dalle 17 alle 7 del giorno seguente. Per assicurarsi che le fasce orarie siano rispettate sono stati distribuiti dei pieghevoli agli studenti ed ai residenti dell’area per metterli a conoscenza dell’iniziativa e come utilizzarla.

La sfida si gioca tutta nel momento dello scambio e qualche volta delle auto e delle bici non sono state spostate senza però causare danni significativi al funzionamento del parcheggio flessibile.

2+2=5

Il parcheggio flessibile non è certo l’ideale per i ciclisti in quanto non sono presenti stalli per legare la bici ma nemmeno è perfetto per gli automobilisti che devono liberare la zona la mattina presto. Il lato positivo è stato riuscire a mettere insieme i bisogni di suolo pubblico che senza questa soluzione sarebbe rimasto inutilizzato per lunghi periodi della giornata.

Questo banco di prova ha dimostrato che si possono trovare soluzioni condivise fra bici ed auto.


Guardando alle politiche per la mobilità l’Italia non è sicuramente la Danimarca: ancora tanta strada ci separa per raggiungere la sensibilità verso la mobilità ciclabile di Copenhagen. Ma è appunto guardando alle soluzioni inventate altrove che possiamo accelerare il processo.

Questa soluzione prevede un’uso diffuso della mobilità ciclistica.  Vero, ma in Italia potrebbe essere anche un modo per incentivare l’uso della bicicletta. Questo tipo di soluzione potrebbe essere valida nei pressi delle scuole, delle università, dei mercati rionali… D’altronde se per ogni posto auto trovano spazio 10 biciclette basterebbero pochi posti auto condivisi per fare la differenza.

Non funzionerebbe per mancanza di disciplina. Vero, a Copenhagen bastano i cartelli, il colore dell’asfalto e dei pieghevoli distribuiti all’utenza per garantire il funzionamento del parcheggio flessibile. In Italia forse servirebbe qualche accorgimento aggiuntivo, qualche tempo in più. Ma vogliamo veramente rimanere la caricatura di noi stessi?

Siamo convinti che sia utile regalarci delle occasioni per poter crescere.

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