Senso unico eccetto bici – Il Ministero smentisce se stesso

Senso unico eccetto bici – Il Ministero smentisce se stesso

In questi giorni è in discussione presso la Camera dei Deputati la legge delega al Governo per le modifiche al Codice della Strada.

Crediamo molto nelle potenzialità di questa legge che contiene numerose novità, fortemente volute dalle associazioni dei ciclisti, che porterebbero l’Italia alla pari di altri paesi europei nel campo della mobilità ciclistica.

Questo è solo uno dei primi passaggi che costituiscono il complesso iter che porterà nel giro di un anno e mezzo (se tutto va bene) al nuovo Codice della Strada e se il buongiorno si vede dal mattino… Apprendiamo infatti da Bikeitalia.it che la parte che riguarda i sensi unici eccetto bici è stata cancellata dalla Commissione Trasporti approvando un emendamento presentato dai deputati di Scelta Civica .

Cos’è il senso unico eccetto bici: si consente ai ciclisti, mediante opportuna segnalazione, il transito bidirezionale in strade a senso unico all’interno di zone 30.

Alla base dell’accoglimento dell’emendamento pare ci sia un parere negativo dei tecnici del Ministero Infrastrutture e Trasporti che reputano pericolosa l’introduzione del senso unico eccetto bici in Italia.

L’Onorevole Gandolfi, relatore del disegno di legge commenta in queto modo:

Quello che mi stupisce è che non ho ancora ricevuto da nessuno una motivazione plausibile […] Penso che chi ha dato il parere tecnico per il Governo debba dare delle motivazioni, oppure dimettersi dall’incarico“ 

In effetti una motivazione dovrà essere fornita perché non ci si riesce a spiegare il motivo per cui in Italia questa soluzione per la mobilità ciclistica sia pericolosa mentre i dati che provengono da altri paesi europei attestano esattamente il contrario.

Non solo: proprio il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con parere prot. 6234 del 21/12/2011 si espresse favorevolmente al senso unico eccetto bici (chiamandolo doppio senso con limitazioni) ed infatti da allora in alcuni comuni italiani particolarmente avanzati è già possibile vederlo applicato.

Cosa sia accaduto dal 2011 ad oggi per far cambiare idea ai tecnici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti non lo sappiamo ma forse ci troviamo di fronte all’ennesimo pregiudizio. Non vorremmo nemmeno apprendere che gli Italiani sono considerati degli idioti incapaci di stare al passo con il resto dell’Europa perché, in questo caso, ci sentiremmo offesi e traditi da chi dovrebbe operare per la crescita e lo sviluppo dell’Italia; in questo momento più che mai.

Aspettiamo per capire le motivazioni tecniche per poi manifestare il nostro dissenso nel modo che riterremo opportuno.

Per chi volesse chiedere lumi direttamente agli onorevoli di Scelta Civica via Twiter: On. Roberta Oliaro ; On. Paolo Vitelli, On. Andrea Vecchio

Per approfondimenti:

 

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