Via Federigi, Querceta. Un caso clinico già visto

Via Federigi, Querceta. Un caso clinico già visto

Sia come FIAB che come BiciAmici (FIAB Versilia), ci capita spesso di commentare interventi e articoli simili a quello recentemente pubblicato sul Tirreno e riguardante la pista ciclabile di progetto lungo via Federigi a Querceta.
Abbiamo una certa esperienza, e per noi il quadro clinico è chiaro: si tratta di una patologia che pensavamo oramai scomparsa: la “miopia del commerciante“.

imageEra una malattia piuttosto comune molti anni fa, quando alcuni commerciati – quelli miopi – si opponevano alla chiusura alle auto di parti di città (come per esempio i “centri storici”)  non volevano strade e piazze pedonali, difendevano con ogni mezzo il famoso posto auto.
Questi commercianti sono poi guariti – a suon di incassi – e con loro sono guariti parti consistenti di città, portando vivibilità e sicurezza ai cittadini.

Adesso la storia si ripete con le piste ciclabili, ma il quadro è praticamente il solito: i commercianti tendono a sovrastimare il potere d’acquisto dei clienti automobilisti e a sottostimare il potere d’acquisto di ciclisti e pedoni. Questo è oramai un concetto appurato, e confermato da letteratura di settore, da inchieste ed indagini che si sono svolte in paesi Europei ed extra europei negli ultimi anni. Studi ed inchieste che hanno dimostrato come la realizzazione di nuove piste ciclabili abbia avuto effetti estremamente positivi sulle attività commerciali circostanti, con un incremento delle vendite al dettaglio anche del 49%. Ci dicono poi che per i commercianti rende di più un mq di parcheggio bici che un mq di parcheggio auto (7750 € contro 6800 € per mq all’anno), anche in virtù del fatto che in un parcheggio auto vi stanno 10 biciclette.

Ma basta guardarsi intorno, anche in Versilia, per verificare che quelle parti dei centri urbani organizzate per favorire la mobilità lenta (ciclabile e pedonale) sono anche quelle dove le attività commerciali sono più vivaci.

La pista ciclabile lungo via Federigi è un progetto “antico”, già presente nel primo programma elettorale di Ettore Neri. Un progetto ampiamente condiviso, che realizzato, potrà contribuire a riorganizzare l’accessibilità e la mobilità complessiva al centro di Querceta.
E’ anche un progetto prioritario per il territorio del Comune di Seravezza, in quanto, come evidenziato dal Piano della Mobilità ciclistica dei Comuni della Versilia,  l’asse ciclabile di via Federigi collega  2 ciclovie fondamentali in Toscana: la Tirrenica (Viale a mare, ciclovia Bicitalia, quindi rete nazionale) con la Francigena (eurovelo 7, rete Europea). Quindi una ciclopista molto importante sia a livello locale, per i cittadini di Seravezza e Forte dei Marmi, sia a livello sovracomunale.
È un progetto correttamente pensato per via Federigi e in via Federigi dovrà essere realizzato: in quanto vuole dare risposte di sicurezza, di salute e di benessere ai cittadini che si spostano per lo svolgimento delle loro attività quotidiane. E questo tipo di spostamenti vengono fatti lungo la via Federigi e non su via Alpi Apuane. Per verificarlo basta un pò di pazienza: contare i ciclisti che transitano, nell’arco di un’ora, in in punto di via Federigi con quelli che transitano in via Alpi Apuane: e poi tirare le somme….
E’ un progetto che non toglie parcheggi – perché in realtà non ve ne sono – ma cerca di organizzare un paese intorno ad una strada, privilegiando la sicurezza e la salute delle comunità che vi abitano. La sosta selvaggia lungo via Federigi vi è sempre stata, è vero; e con essa vi sono sempre stati problemi per l’utenza debole, per i pedoni, carrozzine e ciclisti che si esponevano maggiormente ai pericoli del traffico. Ma anche i pedoni e i ciclisti sono “traffico” e anch’essi hanno diritto alla loro sicurezza che si traduce anche in una maggiore vivibilità per l’intera comunità.

Ma come diceva Lao Tzu “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”.

Articolo Il Tirreno su via Federigi

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